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MALATTIE VASCOLARI ORECCHIO INTERNO

L’orecchio interno è rappresentato dalla coclea deputata alla trasformazione del messaggio acustico in impulso nervoso, e dai canali semicircolari, dall’utricolo e dal sacculo, organi dell’equilibrio, che hanno il compito di comunicare al nostro cervello l’esatta posizione della testa nello spazio tridimensionale ed eventuali rotazioni della stessa . Si tratta quindi di organi strettamente interfacciati col sistema nervoso centrale a cui inviano informazioni di tipo acustico e informazioni di posizionamento del nostro corpo nello spazio in ogni dato momento della nostra vita quotidiana.

Questi organi ricevono nutrimento e ossigeno attraverso la piccola arteria uditiva e i suoi rami che sono di tipo terminale, cioè non sono collegati ad altre arterie, ne consegue che un loro restringimento o addirittura una loro occlusione non potrà essere by-passata attraverso l’afflusso di sangue da arteriole collaterali all’arteria uditiva. La conseguenza è l’edema e l’ischemia dei tessuti irrorati, se l’ostruzione persiste per oltre 15 secondi le cellule nervose dell’orecchio interno iniziano a smettere di funzionare, se dura più di pochi minuti il danno cellulare può diventare irreversibile portando alla morte della cellula che non verrà rimpiazzata.

La sintomatologia è caratterizzata da disturbi dell’udito e/o disturbi dell’equilibrio di vario grado. Sebbene, alla comparsa dei sintomi, l’associazione con ischemie del comparto encefalico sia rara ( 3,2 % dei casi di vertigine vascolare ), si deve sottolineare che “ la vertigine e l’instabilità sono importanti segni premonitori di futuri eventi cerebro-vascolari nel medio periodo , come dimostrato in ampie indagini che hanno registrato gli eventi cerebro-vascolari e cardio-vascolari accorsi a pazienti dimessi dal Pronto Soccorso con diagnosi di vertigine acuta nell’arco di 6 mesi dalla diagnosi” ( G. Guidetti ). Di conseguenza risulta molto importante valutare il rischio vascolare di questi pazienti. In altre parole è necessario sapere se quello che crea disturbi di irrorazione all’orecchio interno è un problema di pompa cardiaca, di parete vascolare o di contenuto ematico. E’ necessario quindi valutare il profilo di rischio del singolo paziente : età, sesso, storia famigliare di malattie cardio-vascolari, ipertensione arteriosa , fumo, dislipidemia, inattività fisica, obesità, diabete, stress psico-fisico prolungato, uricemia, etc., per poter migliorare la situazione attuale, modificando abitudini di vita e instaurando e/o adeguando le terapie in atto.